Lo conosci? Nel pascolo ci sono ciuffi d'erba verde intenso che il tuo cavallo ignora completamente. Invece altre zone vengono brucate fino all'ultimo stelo. Molti proprietari pensano che sia una certa schizzinosità – in realtà c'è molto di più dietro.
I cavalli non scelgono a caso quali piante mangiare. Il loro senso del gusto è il risultato di milioni di anni di evoluzione e serve soprattutto a uno scopo: proteggere il proprio metabolismo.
Un esempio particolarmente interessante è Coda di volpe dei prati (Alopecurus pratensis).
Perché i cavalli evitano spesso la coda di volpe dei prati
La coda di volpe dei prati non è affatto un'erba "cattiva". Su terreni sani e soffici fa parte della vegetazione naturale dei prati.
Diventa problematico solo quando il terreno è fortemente compattato o concimato in modo unilaterale.
In queste condizioni la coda di volpe dei prati cresce particolarmente velocemente in primavera. Allo stesso tempo assorbe grandi quantità di azoto, ma non può ancora trasformarlo completamente in proteine vegetali di alta qualità.
Invece si formano:
- nitrati liberi
- composti azotati facilmente solubili
- cosiddette forme immature di azoto
Queste sostanze modificano il sapore dell'erba. Per i cavalli risulta amaro o sapone – un chiaro segnale di avvertimento.
Il gusto come meccanismo naturale di protezione
I cavalli hanno un senso del gusto estremamente fine. Spesso riconoscono già dal primo boccone quali piante sono utili per il loro metabolismo e quali potrebbero invece rappresentare un carico.
Per questo cercano selettivamente erbe e piante più gustose, mentre la coda di volpe dei prati spesso viene lasciata intatta.
Quello che per noi sembra "schizzinosità" è in realtà un meccanismo di protezione intelligente.
Cosa succede se i cavalli assumono comunque grandi quantità?
I cavalli non sempre possono evitarlo. In caso di alta densità o scarsa disponibilità di cibo, a volte non hanno altra scelta che assumere anche grandi quantità di giovane coda di volpe dei prati.
Nel colon si formano così maggiori quantità di composti di ammoniaca.
Questi devono poi essere disintossicati con fatica nel fegato.
Soprattutto in:
- Cavalli con metabolismo sensibile
- Cavalli anziani
- Cavalli con problemi al fegato
- Cavalli con EMS o Cushing
può rappresentare un ulteriore carico.
Il gelo rende la situazione ancora più interessante
Come molte erbe, anche la coda di volpe dei prati immagazzina zucchero nei germogli inferiori durante il gelo.
Questi cosiddetti zuccheri a catena corta servono alla pianta come protezione naturale dal gelo.
Diventa pericoloso però soprattutto quando il pascolo è molto brucato e i cavalli sono costretti a mangiare proprio queste basi di germogli profondi.
Non è l'erba in sé il problema, ma la pressione d'uso sul terreno.
La vera causa si trova sotto terra
La coda di volpe dei prati spesso indica qualcosa che non vediamo subito:
terreni compattati.
Se manca ossigeno al terreno, molti processi naturali si sbilanciano.
Le conseguenze possono essere:
- sviluppo radicale peggiorato
- biologia del suolo limitata
- cicli nutritivi disturbati
- minore biodiversità
- eccessi di azoto
La coda di volpe dei prati è quindi meno la causa che un segnale che il terreno ha bisogno di supporto.
Miglioramento naturale del terreno invece di misure radicali
Molti proprietari di cavalli pensano subito a dissodare, riseminare o a una gestione intensiva del pascolo in questi casi.
Spesso la natura stessa offre la soluzione migliore.
Le erbe a radice profonda svolgono un ruolo importante:
- Dente di leone
- Piantaggine lanceolata
- Carota selvatica
- Acetosella
Con le loro robuste radici a fittone allentano gli strati compattati del terreno, migliorano l’aerazione e favoriscono a lungo termine una vita del suolo sana.
Agiscono come trivelle naturali del terreno – senza macchine.
Perché a volte è più utile lasciare maturare che falciare presto
Quando la coda di volpe dei prati matura completamente, la sua composizione cambia notevolmente.
La pianta forma fibre strutturali stabili e accumula più cellulosa.
Se poi viene falciata in estate, può diventare un fieno ricco di struttura, particolarmente adatto a cavalli sensibili al metabolismo rispetto all’erba molto giovane e ricca di proteine.
Non ogni pianta deve essere rimossa immediatamente. Spesso basta dare tempo alla natura.
Riconoscere la coda di volpe dei prati – così si identifica
Chi vuole capire meglio il proprio pascolo dovrebbe saper riconoscere con sicurezza la coda di volpe dei prati.
La superficie scanalata della foglia
La superficie superiore della foglia presenta sottili scanalature longitudinali.
Passandoci sopra con le dita, la foglia risulta leggermente ruvida – quasi come una piccola lavagna per il bucato.
L’infiorescenza morbida
Da circa maggio la coda di volpe dei prati forma le sue caratteristiche infiorescenze cilindriche.
Si sentono morbidi e vellutati e ricordano davvero la coda di una volpe.
La base scura del germoglio
Un altro segno distintivo è la colorazione scura alla base del germoglio.
Spesso ha una sfumatura che va dal viola al marrone cioccolato e il fusto cresce leggermente piegato da essa.
Conclusione
La coda di volpe dei prati non è un nemico del tuo pascolo per cavalli.
Piuttosto, è un prezioso indicatore dello stato del terreno. Chi capisce perché i cavalli evitano certe piante spesso riconosce presto che il problema non è la pianta in sé, ma le condizioni in cui cresce.
Un terreno sano con sufficiente aria, erbe varie e cicli nutritivi funzionanti costituisce la base per pascoli sani – e quindi anche per cavalli sani.
A volte vale la pena non combattere subito contro singole piante, ma piuttosto aiutare la natura a ristabilire il proprio equilibrio.